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Statua dell'ArringatoreL'Arringatore

Questo insigne monumento dell'arte etrusca che adorna l'undicesima sala del Museo Etrusco di Firenze raffigura Aulo Metello, ovvero L'Arringatore, se meglio piace così chiamarlo. Questa statua alta m. 1,80, dalla posa naturale e maestosa, dall'espressione viva del volto, fu rinvenuta a Pila nell'agosto del 1566 da un contadino, tale Costanzo da Pila, mentre lavorava il terreno. Nel dissotterrarla il contadino le ruppe un braccio. Egli pensava di farla a pezzi per poi venderne il bronzo ma, confidandosi con l'orafo Giulio Danti, questi la comperò per 60 scudi e ne fece dono al Gran Duca di Firenze. Avutosi conoscenza del fatto il contadino fu messo in carcere e Giulio Danti fu ritenuto in palazzo dal magistrato e fu rilasciato solo dopo alcuni giorni previo pagamento di una multa di 100 scudi e con l'ingiunzione di presentarsi ad ogni loro richiesta. Forte di questa tradizione e della riscoperta della viticoltura etrusca la "Cantina Goretti" ha ricavato dalle uve di Pila un grande vino cui ha voluto dare il nome di questo noto personaggio.